
LO SGUARDO DI MICHELANGELO ANTONIONI E LE ARTI - FERRARA, PALAZZO DEI DIAMANTI
Approfittando del Primo Maggio sono tornato a Ferrara (che è sempre bella e suggestiva come la ricordavo) per andare a vedere la mostra dedicata ad Antonioni. A mio avviso uno dei più grandi artisti italiani (definirlo “regista” è riduttivo). Contestato e censurato in Italia, acclamato all’estero, Antonioni ha saputo fare cinema in modo veramente innovativo. Partendo dal neorealismo con cui un regista italiano all’epoca non poteva non fare i conti, ha saputo sviluppare un suo personalissimo linguaggio, in continua evoluzione, dal respiro internazionale.
La mostra ripercorre tutta la sua carriera, dagli esordi sulle sponde del Po fino alle grandi produzioni americane e agli ultimi lavori quando ormai era diventato un maestro indiscusso.
Oltre a spezzoni dei film, interessantissimo il materiale epistolare che scambiava con i colleghi (Fellini, De Sica,…), attori (Alain Delon, Lucia Bosè…), sceneggiatori (tra cui Calvino ed Eco), appunti, cartoline, ritagli di giornali dell’epoca. Tutto mette in luce un ambiente culturale italiano molto attivo ma soprattutto unito e caratterizzato da continui scambi e collaborazioni.
Altro aspetto importante che emerge dalla mostra, grazie alla presenza di alcune opere originali, è l’influenza che l’arte e l’architettura contemporanea avevano sul suo cinema e, viceversa come le sue pellicole toccassero l’evoluzione artistica dei principali pittori internazionali. I dipinti di Rotko, Pollok, Morandi e De Chirico, e gli scambi epistolari di reciproca ammirazione sono lì a testimoniarlo.
Una lettera di un giornalista italiano mi ha colpito particolarmente: Antonioni riceve i complimenti perché nel giorno di uscita nelle sale italiane di Avventura sono andati a vederlo 12 milioni di italiani; la stessa sera in televisione trasmettevano Italia-Brasile con un numero inferiore di spettatori. E Antonioni, seppur ormai famoso, non era certo un regista “commerciale”.
Bellissimo inoltre anche un filmato con i provini a una splendida Monica Vitti in cui il regista la aiuta a costruire la caratterizzazione di un personaggio che l’attrice avrebbe dovuto interpretare.
In conclusione, se non conoscete la cinematografia di Antonioni, rimediate subito e se avete tempo di fare un salto a Ferrara, fatelo.
Rotary International Polio Ambassador Archie Panjabi from The Good Wife will emcee the Global Vaccine Summit today in Abu Dhabi. Archie was recently in India immunizing children against polio to help ensure the country remains polio-free.
Brilliant video! This is the reason why I’m glad there are still tvshows like ‘The Good Wife’ on television.I suggest all females watch this.
*i suggest all humans watch this.

“Friday Night Lights” turned Connie Britton into something of an icon, a 40-something sex symbol and role model at the center of a critically acclaimed show (albeit one that was never a ratings smash). These days, the Internet is crowded with blog posts celebrating her exemplary television marriage, her maternal wisdom, the sheer amazingness of her hair. Britton, now 45, seemed to have emerged in her prime, redefining, in the process, what an actress’s prime exactly is. “Jerry Maguire” may have been the best thing that never happened to her. [x]
For Britton, almost any career move felt like a potential step down from “Friday Night Lights.” Through her character on that show, Britton had developed the kind of devoted following that only a talented but slightly underexposed star can. “When I grow up, I want to be Tami Taylor” is the title of one post on a site about pop culture.
When I grow up, I want to be Tami Taylor. Yes.